Sadic Scarlatti


mario-sollazzo

Un concerto in cui Mario Sollazzo avvicina il pubblico all'espressività estrema delle Sonate di Domenico Scarlatti accostando la musica a testi tratti dalle cronache della folle corte di Fillipo V di cui Scarlatti era uno dei musicisti e a passaggi estratti dalle opere del Marchese De Sade e di Josè Saramago.

Un dialogo col pubblico incentrato sull'informalità e su una visione allo stesso tempo culturale e viscerale della musica.

Sadic Scarlatti è nato dal lavoro svolto da Mario Sollazzo per realizzare il doppio cd NovAntiqua Domenico Scarlatti - Sonate.

"...anime, sono tante anime queste corde, ci sono anime più buone anime più cattive, anime giovani e vecchie e la cosa più bella è che se le combini tra di loro aumentano di numero e cambiano di forma, mutano le loro virtù in vizi. Nessun’anima è più uguale a se stessa se ne incontra altre. E le anime le devi accordare... le devi far vibrare insieme... armonicamente..."

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"...Una accanto all’altra sono, inchiodate qui dentro e si chiamano tra di loro con le loro voci ognuna differente... ognuna su di un tono... ma si chiamano tra di loro qui dentro la cassa... eh si... tante sono le animelle che stanno qui dentro quanti i toni dello strumento... aspettano di essere messe a vibrare... le animelle, che si tocchino le corde, i loro corpi tesi, si pizzichino e... lasciale cantare, strillare, battere, urlare e poi tacere quando cedono esauste... scordate...vecchie anime abbandonate..."
"... Domenico Scarlatti portò alla masseria il suo clavicembalo, non se ne caricò lui, no ma due portatori, con bastoni e corde, stracci avvoltolati e molto sudore della fronte e del corpo, dalla Rua Nova do Mercadores, dove abitava lo Scarlatti, fino a San Sebastiao de Pedreira, dove sarebbe stato ascoltato...
...e finito di accordare, accomodati i saltarelli che il trasporto aveva spostato, verificate le penne d’anatra ad una ad una Scarlatti si mise a suonare, dapprima lasciando correre le dita sui tasti come se liberasse le note dalle loro prigioni, poi organizzando i suoi in piccoli segmenti, come se scegliesse tra quello giusto e quello sbagliato, tra la forma ripetuta e la forma turbata, tra la frase e il suo taglio, infine articolando in discorso nuovo quello che prima era sembrato frammentario e contraddittorio."
Mario Sollazzo esegue Sadic Scarlatti al clavicembalo così come al pianoforte o al fortepiano

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www.mariosollazzo.com