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Ivano Leva

L'Ala del Silenzio
Played by Ivano Leva & Klangfarben Quartet

Ivano Leva nasce a Napoli nel 1975.

Trascorre l’infanzia e l’adolescenza immerso nelle verdi campagne di Torregaveta, frazione di Bacoli (provincia di Napoli), ove ben presto apprende i primi rudimenti della musica dal padre, pianista amatoriale.
In questa stessa fase, attraverso l’ascolto e l’imitazione dei dischi dei più disparati generi musicali (da Chopin e Bach ai Beatles, Jobim e Tenco) inizia ad approcciare la pratica improvvisativa, componente che poi rivestirà una grande importanza nella sua futura produzione artistica.
Si laurea in Pianoforte presso il Conservatorio L. Perosi di Campobasso, sotto la guida della concertista rumena Alexandra Brucher, e successivamente in Composizione presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, studiando con Gaetano Panariello.
Animato in età adolescenziale da un forte interesse per la musica di matrice afro-americana, studia inoltre pianoforte jazz con Francesco D’Errico e Francesco Nastro e vince due borse di studio per frequentare i Seminari di Siena Jazz con Enrico Pieranunzi e Franco D’Andrea ed i corsi dello IASJI con David Liebman.

Come compositore di musica colta, i suoi lavori sono stati premiati ed eseguiti in svariate rassegne, sia nazionali che internazionali, da solisti ed ensembles di fama (fra i quali Cristiano Rossi, Kenji Fujimura, Trio Anima Mundi, Rochelle Ughetti, Melissa Chominsky, Michele Lomuto).
Nel 2012 vince il concorso di composizione A. Falconio con una composizione da camera scritta su poesia di E. De Filippo e da egli stesso eseguita nella Sala Scarlatti del Conservatorio San Pietro a Majella, Napoli.


Nel 2015 la sua composizione Triumviratus si aggiudica il concorso Anima Mundi Composition Prize e viene eseguita dal trio australiano Anima Mundi presso il Performing Art Centre Geelong a Newtown ed al Melbourne Recital Centre (Australia).

Come pianista è attivo professionalmente fin dalla seconda metà degli anni ’90, e si contraddistingue per la sua capacità di spaziare in diversi ambiti musicali. In campo jazzistico annovera collaborazioni con importanti artisti italiani e stranieri, fra i quali Antonio Onorato, Salvatore Tranchini, Ben MacDonald, Woijtek Pilichowsky, Marco Sannini, Giulio Martino, Sandro Deidda, Pietro Condorelli, Umberto Muselli, Leonardo De Lorenzo, Vincenzo Saetta, Giacinto Piracci, Claudio Romano, Marco De Tilla, Walter Ricci, Gianfranco Campagnoli, Alberto D’Anna, Alessandro Tedesco.
Partecipa inoltre ad importanti rassegne internazionali del settore (Eddie Lang Jazz Festival, Nick La Rocca Festival, Marigliano in Jazz, Eqo Festival, Musicalea Palermo, Teggiano Jazz, Katerinburg Festival, Campania Jazz, ed altri) sia nelle vesti di sideman che in qualità di leader di propri progetti musicali.
Nel 2010 ha inciso il suo primo cd da leader di formazioni jazzistiche, Absence, (distr. Cd Baby), lavoro che ha ricevuto consensi anche in paesi asiatici quali Cina, Giappone, Honk-Kong e Corea. Nel 2012 prende parte, insieme a svariati artisti del panorama jazz partenopeo ed italiano, alla registrazione del cd Io pretendo dignità , progetto patrocinato da Amnesty International.

In ambito teatrale si distingue sia come compositore di musiche di scena (premiato al Festival Stradarte 2000 per la colonna sonora della fiaba Un albero di nome Giona di Alessandra Lagozino) che come pianista coinvolto in progetti particolari: dal 2004 aderisce allo spettacolo Poeta Massimo (di e con Enzo Decaro, testi di Massimo Troisi) e ne incide anche l’omonimo cd (ed. AlaBianca, distribuito da Warner Music Italia) lavorando accanto a musicisti del calibro di Paolo Fresu, Daniele Sepe, James Senese, Solis String Quartet, Cecilia Chailly, ed altri). Sempre con Enzo Decaro, poi, partecipa alla tournee teatrale intitolata Chet c’è, omaggio a Chet Baker.

Autore anche di jingles e musiche per sonorizzazioni, in occasione del Natale 2007 compone (per l’Assessorato alle Politiche Sociali della Campania) le musiche per un importante spot pubblicitario (trasmesso dalle tre reti Rai) contro l’utilizzo dei fuochi d’artificio illegali, interpretato dall’attore Enzo Cannavale. Nel 2010 ha lavorato stabilmente come pianista per la trasmissione radiotelevisiva RadioLino (di Lino Volpe), trasmessa in diretta radio su RadioClub91 e sul canale televisivo Iride.

Autore di svariate pubblicazioni di carattere musicale e didattico, nel 2015 rilascia in esclusiva mondiale per la Esarmonia Edizioni un volume contenente la rielaborazione per quartetto di archi di quattro Romanze senza parole di F.Mendelssohn, fino ad allora mai strumentate per questo tipo di ensemble.

Attivo anche nella composizione di musica per danza, cura le orchestrazioni di Senza di te, un lavoro del pianista Nello Mallardo e del coreografo Edmondo Tucci, commissionato ed eseguito dall’étoile di fama internazionale Giuseppe Picone in occasione del galà Le stelle del San Carlo tenutosi presso il Teatro Verdi di Padova.

Nel 2017, in duo con l’oboista Marika Lombardi, incide il cd Debussy: La Cathédrale Transfigurée (Ed. Da Vinci Classics), nove libere improvvisazioni su traccia tematica del Preludio La Cathédrale Engloutie di C.Debussy.

Per maggiori informazioni: ivanoleva.com

CD | L'Ala del Silenzio

NA13

Scrivere ed incidere questo lavoro, per me, è stato come dare voce ad una necessità che via via nel corso dei mesi si è tramutata sempre più in urgenza: tradurre in linguaggio musicale quel senso di duplicità che sottende ogni cosa della nostra vita e che determina in ogni momento l’esistenza di almeno due verità, l’una diametralmente opposta all’altra.
In questo senso, già una lettura inziale del titolo, “L’ala del silenzio” (tratto da un verso di Neruda che recita così: la parola è un’ala del silenzio, il fuoco ha una metà di freddo), pone da subito l’ascoltatore in una particolare posizione osservativa dei titoli dei brani, i quali rivelano via via significati spesso di segno opposto rispetto alla loro valenza semantica apparente.
Il tema della convivenza fra opposti è poi ampiamente riconfermato anche dalla forma musicale del lavoro, che è strutturata in due blocchi di natura opposta (dialoghi e monologhi, che qui, con un’ulteriore doppia interpretazione, ho voluto chiamare riflessi dell’ego) e che soprattutto vede la continua compresenza di due modalità esecutive spesso ritenute reciprocamente antitetiche: la composizione e l’improvvisazione (una supposizione a mio avviso errata; del resto, valga su tutte l’asserzione di A.Schoenberg, che definiva la composizione come “improvvisazione rallentata”).

Quantum Entanglement, un titolo che sembrerebbe rimandare ad una correlazione fisico-quantistica, è in realtà una rappresentazione immaginaria di una relazione uomo – donna. Musicalmente, è un brano strutturato sulla combinazione fra due temi (uno maschile ed uno femminile) e che al centro si connota per un lungo monologo improvvisato dal pianoforte.

Eterni Riverberi Di Un Vecchio Ponticello è dedicata al minuscolo ponte sul Gavitello nei pressi di Torregaveta, frazione di Bacoli, in provincia di Napoli. Si tratta di un luogo a cui sono legati struggenti miei ricordi di infanzia, un piccolissimo ponticello che nella sua originaria architettura in legno torna spesso ad albergare nei miei sogni più nostalgici, ammantato di un onirico riverbero di luce chiara.

Il Profumo Del Sole D’Inverno è la mia personale trasposizione in musica di quei particolari ed unici colori e profumi che il sole d’inverno sapeva dare alle mie giornate da bambino, quando nei tiepidi pomeriggi uscivo a giocare all’aria aperta e le mie mani conservavano il sapore degli agrumi appena colti.

L’Abbraccio Del Vento, brano per quartetto d’archi in forma Sonata, mi è stato ispirato dal ricordo del vento che fendeva i campi di grano che circondavano la mia casa di infanzia, e dalla sua rassicurante capacità di abbracciarmi nei giorni dei tormenti adolescenziali.

Sguardo Di Brace è un omaggio a Chopin, chiaramente intuibile dalla parafrasi dell’incipit del suo Notturno op.9 n.1 in Sib minore. Anche in questo brano, chiudendo immaginariamente il cerchio aperto con Quantum Entanglement, ho voluto indagare nelle pieghe della seduzione fra uomo e donna, lasciandomi ispirare da una espressione, “Sguardo di brace”, con cui Chopin descriveva la scrittrice George Sand, sua compagna negli ultimi anni di vita.