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Un oboista inglese dal gusto italiano di Giuseppe Falciglia
Thomas Vincent (circa 1723–1798) è stato uno dei principali oboisti e compositori inglesi del XVIII secolo. Come allievo del rinomato oboista e compositore italiano Giuseppe Sammartini— definito dai suoi contemporanei "il più grande oboista d'Europa" —Vincent ereditò una profonda tradizione di stile italianizzante e divenne una figura di spicco nella scena musicale londinese. La stretta associazione di Vincent con Sammartini, così come le sue collaborazioni con altri musicisti italiani di spicco, lo aiutarono a raggiungere la notorietà, permettendogli di esibirsi su alcuni dei palcoscenici più prestigiosi del suo tempo, tra cui i famosi concerti Bach-Abel, che erano tra i punti salienti della vita musicale londinese del XVIII secolo.
Anche se gran parte della musica di Vincent, comprese le sue Sei Sonate per Oboe e Basso Continuo, Op. 1, fu composta per essere accessibile e apprezzabile da un vasto pubblico, le sue opere dimostrano anche l'abilità tecnica e la cantabilità richieste da un oboista.
Thomas Vincent nacque a Londra intorno al 1723, in un'epoca in cui la città stava rapidamente diventando un importante centro per la musica e le arti. La sua formazione sotto la guida di Giuseppe Sammartini fu cruciale nel plasmare il suo sviluppo come oboista e compositore. Sammartini, emigrato dall’Italia, si era già affermato come uno dei principali oboisti e compositori in Europa, e la sua influenza su Vincent fu profonda. Sotto la guida di Sammartini, Vincent padroneggiò le complessità dell’oboe, uno strumento che richiedeva sia precisione tecnica sia versatilità espressiva.
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