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Per Renato Dionisi la musica è espressione di un vero e proprio mestiere, da compiere sempre con estrema cura e dedizione. Considerava sé stesso un “operaio della musica”, e ogni gesto compositivo era un atto artigianale, frutto di un incessante lavoro di scavo, affinamento e ricerca della perfezione. Questa visione si riflette nella sua predilezione per le piccole formazioni, in cui la sua attenzione meticolosa per i dettagli si esprime al meglio, permettendo di creare dialoghi intimi e intensi tra le voci. In un panorama musicale dominato da grandi orchestre, Dionisi ha scelto di dare voce all’eleganza e alla chiarezza di gruppi più ridotti, dove il contrappunto, la linearità e la purezza timbrica trovano espressione in una “prosa musicale” raffinata ed essenziale.
Cenni biografici | Renato Dionisi nasce nel 1910 a Rovigno d’Istria da genitori trentini; pochi giorni dopo la nascita, la famiglia si trasferisce in Vallagarina, segnando l’inizio di un percorso di vita caratterizzato da frequenti spostamenti. Durante l’infanzia, il giovane Dionisi vive in contesti culturali differenti, passando da Maribor a Salisburgo e infine stabilendosi a Rovereto, città che diventerà il fulcro della sua identità e della sua attività artistica. Inizialmente indirizzato verso studi di ragioneria, Dionisi scopre presto la sua vera passione per la musica, iniziando un percorso di formazione privatamente e poi nei principali istituti musicali, tra cui il Liceo Musicale di Rovereto e, successivamente, il Conservatorio di Bolzano.
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