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La forma delle emozioni
Brahms è un compositore che, seppure immerso nella temperie ottocentesca e romantica, si distacca da essa per il suo legame con la tradizione del classicismo viennese e nella tradizione tedesca settecentesca di Bach ed Händel. Le due sonate per violoncello e pianoforte sono state composte a 20 anni di distanza l'una dall'altra e sono legate tra loro dall'utilizzo nella seconda sonata di un Adagio originariamente scritto per la prima. I tempi di gestazione delle composizioni di Brahms sono noti per essere stati sempre molto lunghi e spesso estremamente travagliati per via del lento lavoro di rifinitura formale e strutturale a cui il compositore sottoponeva le sue opere.
Ad un primo ascolto la musica di Brahms è connotata da una forte emozionalità, grandi tensioni armoniche e ritmiche con dei culmini agogici assolutamente romantici. Tale emozionalità però si discosta in maniera netta dai compositori a lui contemporanei e trova le sue radici formali nel legame con la classicità e il periodo del grande contrappunto tedesco.
Prendiamo ad esempio la prima sonata in cui già i temi sono direttamente legati ad alcuni soggetti dell'Arte della Fuga di Bach, l'ultimo movimento è una splendida e ardita fusione tra forma sonata e fuga e il secondo movimento è invece una chiaro omaggio al classicismo viennese di Haydn. Basterebbero questi piccoli indizi a dare già un'idea di quale collegamento veda Brahms tra sé stesso e la tradizione del secolo precedente, diamo però uno sguardo al primo tempo e vediamo come ci siano due cellule fondanti: l'oscillazione di semitono e la triade minore.
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