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settimana, nella chiesa di SS. Pietro e Michele a Villa
Saletta nel comune di Palaia, un piccolo paesino
medioevale abbandonato a se stesso e sperduto tra le
colline toscane. Ho tenuto un diario per scrivere giorno
per giorno le mie impressioni “ di viaggio “ , questo è
quello che ho scritto l’ultimo giorno, quando ormai la
registrazione era finita e mancava solo la ripresa dei
video…
“Questa mattina mi sono svegliato molto presto, alle 5,
sono rimasto a letto a pensare alla registrazione, non mi
sembra vero, ho ripensato alla presa di ogni singolo
movimento, alle gioie, ai dolori, alle difficoltà e alle
soddisfazioni. Penso sia stata un’esperienza molto positiva
e costruttiva. In realtà dopo tutti gli anni dedicati allo
studio delle musiche di Bach, pensavo di dover fare meno
fatica. Ma la registrazione è sempre un momento
particolare, il contesto per quanto fosse positivo: una
bellissima acustica, la temperatura buona, l’umidità
discreta e quasi nessun rumore esterno a disturbare, aiuta
molto, ma quando si accende la luce rossa ad indicare che
la registrazione è cominciata, tutto cambia, si è più tesi, si
vuole evitare di sbagliare si sta attenti a non sporcare la
più piccola nota e in questo modo si rischia di perdere un
po’ di vista l’aspetto musicale…“.
Suite in sol minore BWV 995
Questa suite fu composta tra il 1725 ed il 1730, ne
abbiamo due manoscritti, il primo è l'autografo di Bach e
il secondo è un'intavolatura anonima. L'autografo è
conservato a Bruxelles ed è dedicato a tale Monsieur
Schouster, essendo autografo di Bach è ovviamente la
fonte primaria. Il secondo manoscritto (conservato a
Lipsia) è un'intavolatura, pur non essendo di mano di
Bach è interessante in quanto presenta alcune variazioni e
abbellimenti utili a comprendere la prassi esecutiva
dell'epoca.
La versione originale è probabilmente la suite per
violoncello solo in do minore.
Suite in mi minore BWV 996
C'è solo un manoscritto di mano di J.L. Krebs databile
attorno al 1720 e ora conservato a Berlino. Sul frontespizio
leggiamo: Praeludio con la Suite da Gio: Bas: Bach aufs
Lautenwerk. Cos'era il Lautenwerk? Si trattava di uno
strumento a tastiera che montava corde di budello come
un liuto e non di metallo come un clavicembalo. E'
possibile che Bach, sempre curioso di nuovi strumenti, lo
avesse usato per poter avere le possibiltà di un
clavicembalo pur tenendo il suono simile al liuto. Questa
suite mostra dei tratti tipicamente tastieristici ma è
eseguibile sul liuto operando solo alcune piccolissime
Qui si conclude questo viaggio con un po’ di amarezza, ma modifiche.
con un grande bagaglio d’esperienza e una notevole
crescita tecnica e musicale. Si dice che la fine di un viaggio Partita in do minore BWV 997
è solo l’inizio di un’altro, quindi non vedo l’ora di ripartire. Questa partita fu composta originariamente per liuto, la
struttura della composizione è tipica della musica per liuto
Alberto Crugnola del periodo ma non abbiamo alcun autografo di Bach,
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